Prima DIBATTITO Tribuna Fascisti su Como

Fascisti su Como

Esiste un pericolo fascista in Italia? O meglio, nazi-fascista? Il punto non è dettato, per quanto la cosa sia grave, dalla questione in sé: l’irruzione di un gruppo di  teste rasate nella  sede di un’associazione, “Como senza frontiere”, obbligando i presenti  all’ascolto della lettura di un volantino razzista. Ma dalla reazione dei partiti di destra e sinistra:  a destra si è minimizzato, a sinistra enfatizzato. Dov’è la verità?

Diciamo che sul piano storico la situazione è ben diversa da quella degli anni Venti del secolo scorso. Per contro, rispetto agli anni Settanta, si potrebbe parlare di cenere sotto il fuoco. Insomma, di fiamme sempre pronte a divampare. E qui si pensi alla “bomba a orologeria”, rappresentata dalla questione immigrati, strumentalizzata a destra e sinistra. Semplificando: dalla prima in chiave cattivista, dalla seconda, buonista.

Non desideriamo però parlare dell’atteggiamento buonista della sinistra, per ora bilanciato dalle politiche di tipo realista (con “qualche” ricaduta: ius soli, ad esempio) del ministro Minniti e del governo Gentiloni. Bensì del cattivismo destrorso di provenienza post-missina e post-aennina, che sottovaluta i pericoli di un  razzismo al momento diffuso tra la gente comune solo livello di insofferenza verbale, di cui però le teste rasate, come si usa dire, sono la punta dell’iceberg.

Dicevamo sottovalutazione. Ad esempio, che pensare di Giorgia Meloni, che all’ “Aria che tira”, popolare programma televisivo,  distingue tra violenza e intimidazione, derubricando i fatti di Como a ragazzata? E di Alessandro Campi, già consigliere (scientifico) di Fini, che oggi sul “Messaggero”, giornale notoriamente depoliticizzato, nascondendosi dietro dotte perifrasi, lascia intendere che siamo davanti a una montatura politica della sinistra?

Diciamo che certa destra postfascista, all’interno della quale un politico decisamente razzista come Salvini pesca voti e cerca potenziali alleati, non ha mai voluto fare del tutto i conti, fin dal 1945, con il volto oscuro del fascismo e del neofascismo. Ovviamente, per varie ragioni storiche e ideologiche che qui sarebbe lungo spiegare. In argomento rinviamo agli ottimi libri, storici e politologici, di Giuseppe Parlato, Gianni Scipione Rossi, Piero Ignazi, Marco Tarchi.

Di quale lato dark parliamo? Quello rappresentato da una sub-cultura politica  di origine saloina, antisemita, antisionista, razzista tout court, dalle spiccate simpatie naziste, quindi nazi-fascista, da sempre fortissima, almeno tra una parte dei militanti del Msi e dei suoi variopinti eredi.

Insomma, al di là del numero (ridotto) di certe “frange lunatiche”, esiste un “armamentario ideologico” pronto all’uso e di grande efficacia simbolica, capace di giungere a tutti (e in tal senso il nazi-fascismo simbolico da stadio, non va sottovalutato). Pertanto è vero, come scrive Campi, che il fascismo e il nazismo, così come storicamente conosciuti, non torneranno più, ma è altrettanto vero che la “tentazione fascista”, così ben studiata da Tarmo Kunnas, in particolare nei suoi lati razzisti, vive e lotta insieme a noi. Certo, per ora, tra pochi. Ma, come dicevamo, la “miccia”,  e non è solo un gioco di parole, potrebbe riaccendere la Fiamma. Che tra l’altro, quando si dice il caso, spicca di nuovo sul simbolo elettorale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale…

Concludendo, la sinistra, certa sinistra, ancora più nostalgica dell’estrema destra, esagera, per dirla in romanesco, “ci marcia sopra”. Però il pericolo esiste.

(1 dicembre 2017)
Carlo Gambescia  | Punto Zero

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